Reggio: Amianto? Se Lazzaro piange, Motta non ride!

Nella via (viuzza) Calabrò  Santo di Motta San Giovanni, a pochi metri da Piazza Borgo, insiste un rudere in stato di completo abbandono e di forte degrado, all’interno del quale vi sono numerose lastre di eternit frantumate e rifiuti di vario genere. Il sito è divenuto habitat ideale per la proliferazione di ratti, veicolo di diffusione di malattie infettive, e di altri animali. La via Calabrò Santo è una viuzza a ridosso della quale insiste un agglomerato di case i cui abitanti sono costretti a respirare le fibre di amianto trasportate dal vento. Mentre nella adiacente via Vincenzo Anghelone è localizzato un fabbricato con copertura in eternit di cui va verificato lo stato di conservazione delle lastre di cemento amianto vecchio tipo.

A pochi metri, sempre nel popoloso centro di Motta San Giovanni, Largo dei Manganelli di fronte alla farmacia, vi è un altro fabbricato con copertura in eternit, donato al Comune di Motta SG dal proprietario circa un anno addietro. Dopo la segnalazione del mese di luglio 2017 lo scorso 10 luglio abbiamo chiesto  al Comune di Motta SG notizie in merito alle verifiche eseguite  circa lo stato di conservazione dell’amianto e eventuale messa in sicurezza. Ma non abbiamo avuto risposta E’ incomprensibile come si possa stare tranquilli con queste bombe ecologiche in capo agli abitanti. E’ stato provato che malattie come il mesotelioma e il cancro, spesso insorgono a causa dell’inalazione di minuscole polveri di questo materiale, killer.

 

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