Serra San Bruno: Antonio Procopio scrive una lettera d’accusa a Francesco De Nisi

Il candidato della lista “La Serra” mette il presidente della Provincia di Vibo davanti al suo fallimento: «Ha tradito le aspettative di un rinnovamento politico e  di un rilancio del territorio»

L’ex consigliere comunale di Serra San Bruno Antonio Procopio, facendosi portavoce del movimento politico "La Serra" – compagine guidata da Giuseppe Raffele e nella quale Procopio correrà per le prossime amministrative – non le manda a dire al presidente della Provincia Francesco De Nisi. In una sua lettera inoltrata alla stampa, il giovane politico denuncia, attraverso una tutt’altro che indolore iniezione di sfiducia, il comportamento “succube” del presidente della provincia di Vibo, sottolineando una sua “estrema dipendenza” dai vertici del Pd.
Una storia, quella di De Nisi raccontata per ellissi da Procopio, fatta di rapporti umani e politici “verticistici e condivisi”, inseribili in un contesto da favola, dove ad una ad una e con brillante criterio, si succedono le funzioni narrative della fiaba, che decade proprio dove lo schema teorizzato dal celebre linguista Propp si completa, ovvero con la sua 31a funzione: il lieto fine.
Si riporta per intero di seguito la lettera diffusa di Antonio Procopio:

«On. Presidente De Nisi,
se all’indomani della Sua schiacciante vittoria elettorale grandi erano stati la fiducia e le speranze riposte nella Sua persona per l’avvio di un processo di pieno e condiviso rinnovamento della classe dirigente e di rilancio delle aspettative di crescita e sviluppo dei territori di riferimento, altrettanto grande è oggi la delusione nel constatare che nulla di tutto ciò è stato da Lei effettivamente realizzato.
In tale ottica, evidenti sono le Sue responsabilità poiché, dimostrando la mancanza di prospettiva politica, anziché lavorare alacremente per la costruzione e il successivo rafforzamento di tutta la coalizione di centrosinistra, ha preferito adagiarsi su posizioni di rendita che l’hanno portata ad accettare supinamente l’“abbraccio mortale” con quella parte del Pd rappresentata dal consigliere regionale Brunello Censore e dal già candidato a sindaco di Vibo Valentia Michele Soriano.
E proprio da questa “santa alleanza” sono scaturite tutta una serie di decisioni verticistiche e di parte che miravano a consolidare quelle posizioni precostituite che, nelle intenzioni dei promotori, vedeva la riconferma di Censore a consigliere regionale, l’elezione di Soriano a sindaco di Vibo Valentia e la Sua rielezione a Presidente della Provincia.
Un progetto del quale oggi si constata il quasi totale fallimento – a eccezione della riconferma in consiglio regionale  dell’on. Censore, che al momento opportuno ha saputo furbescamente utilizzare “pro domo sua” questa strategia politica – se solo si guarda all’eclatante sconfitta subita dal dott. Soriano e alle prospettive di una Sua ricandidatura, oggi pressoché prossime allo zero.
Una considerazione, quest’ultima, che di sicuro staranno già facendo anche gli attuali maggiorenti del Pd, nella fattispecie Censore e il coordinatore provinciale De Luca, che al momento opportuno non esiteranno, pur di mantenere le loro posizioni di rendita, a scaricarLa per tentare di imporre una soluzione simile a quella già adottata per il comune di Serra San Bruno.  
Il perseguimento di questa strategia, che appare sempre più evidente e inequivocabile a chiunque conosca i fondamentali della politica, sembra però sfuggire solo a Lei, anche se non Le sono mancate le opportunità per ribellarsi a questo stato di cose e riprendere autorevolmente in mano le redini del gioco.
Magari sposando e facendo proprie le varie iniziative politiche che in questi ultimi tempi si sono concretizzate sul territorio proprio come conseguenza del grave malessere che gli atteggiamenti verticistici sopra denunciati accrescevano giorno dopo giorno.
In tale contesto, ben diverso avrebbe dovuto essere il Suo atteggiamento sia nei confronti del neo costituito gruppo consiliare provinciale “Avvenire e Libertà” – che meglio di ogni altro avrebbe potuto sostenerLa senza se e senza ma in un reale e condiviso progetto di rinnovamento – che delle vicende di Serra San Bruno, dove una nostra amministrazione comunale è stata sfiduciata nei modi che tutti conosciamo, senza che Lei muovesse un dito, preferendo invece rimanere estraneo a una vicenda di notevole importanza e le cui gravi conseguenze politiche, per il modo in cui è stata gestita, stiamo sempre di più toccando con mano.
Per quanto ci riguarda, ritenendo che il tempo a Sua disposizione sia ormai terminato da un pezzo – pur nel rammarico del ruolo di prim’attore che avrebbe potuto esercitare e che invece abbiamo modo di ritenere eserciterà nel contesto politico sopra specificato – siamo fortemente determinati a fare a meno del Suo apporto nel prosieguo di un cammino che ci porta a immaginare uno sbocco politico subito dopo questa campagna elettorale che, sancendo la chiusura definitiva di questa esperienza, comporti contestualmente l’avvio di una nuova stagione politica nella quale, per quanto ci riguarda, non ci sarà più posto per Lei».

Antonio Procopio


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