Reggio: Emergenza abitativa, il MeetUp “basta proclami”

«L’emergenza abitativa a Reggio è una bomba sociale. Una grave problematica non più rinviabile che l’amministrazione Falcomatà, al pari di quelle che l’hanno preceduta, non vuole o non è in grado di affrontare». È quanto dichiara il MeetUp Reggio Cinque Stelle di fronte all’ostinata paralisi di Palazzo San Giorgio, che «nonostante le innumerevoli promesse da campagna elettorale che avevano creato aspettative, non ha mosso un muscolo davanti a quella che potremmo definire “emergenza casa”, una questione molto sentita da chi vive difficoltà occupazionali ed economiche. Nessun intervento concreto, solo sterili incontri, assemblee e la nomina di un assessore al ramo poi neanche confermato senza avere un successore. Insomma, il Comune sta negando un diritto che darebbe sollievo».

Per i militanti pentastellati «c’è una situazione paradossale. Da una parte, più di mille aventi diritto che ancora attendono l’esecutività della graduatoria 2012 e quelli che residuano da altre procedure pubbliche. Dall’altra, un enorme patrimonio non abitato che potrebbe essere messo a disposizione di coloro che già da tempo attendono un alloggio e da altri potenziali inquilini. Ma la pessima gestione comunale ha bloccato negli uffici le numerose istanze di cittadini in regola».

«Il Comune ha in dotazione – affermano gli attivisti – 3mila edifici e circa 40mila abitazioni, allo stato inutilizzati, che diventano oltre 180mila se il territorio che si considera è quello metropolitano. Non si capisce perché tali beni non possano essere fruiti. E al sindaco Falcomatà, che tanto si riempie la bocca di legalità, chiediamo di dare immobili che sono stati dei clan ai cittadini che necessitano di un tetto. Non basta assegnarne a qualche associazione, occorre darli anche ai più bisognosi. Non sarebbe il modo migliore per dimostrare con i fatti che la legalità conviene?».

I simpatizzanti del M5S evidenziano che «c’è un deserto progettuale e politico pagato soltanto dai cittadini. Ad oltre tre anni dall’inizio del mandato Falcomatà, quello della casa sembra essere un nodo che nessuno vuole affrontare, in ultimo l’ex assessore Marcianò che ha promesso senza dare seguito alle sue parole. Questa amministrazione non è mai riuscita ad avviare neanche una banale azione di controllo e verifica in modo da contrastare l’ormai noto fenomeno del racket delle case popolari, delegata praticamente alla magistratura. Infatti, oltre a quelli vuoti per inefficienza, c’è un importante numero di alloggi da assegnare agli aventi diritto che da troppo tempo attendono, ma chiusi perché gli assegnatari in realtà risiedono altrove, illegittimamente subaffittati od occupati da soggetti che redditualmente sarebbero esclusi del sostegno abitativo».

«Segnalazioni e proposte provenienti da associazioni e movimenti sono regolarmente ignorate, essi ormai possono solo denunciare inerzie, rimpalli e promesse non mantenute dal Comune. Sorge il dubbio che il problema non sia solo di capacità, ma anche di volontà politica di non turbare equilibri – è la conclusione del MeetUp Reggio Cinque Stelle – più di un’inchiesta ha raccontato come storicamente a Reggio l’alloggio popolare sia stato oggetto di baratti politico-elettorali ed illegalità più o meno palesi, forse garantiti anche dal costante ricorso all’art. 31 della legge regionale 32/1996, che prevede assegnazioni dirette fuori da procedure di gara pubblica, uno strumento di cui negli ultimi decenni si è largamente abusato, trasformandolo di fatto in mezzo ordinario di assegnazione, prima che venisse completamente bloccato in attesa di un fantomatico regolamento arenatosi nelle commissioni».

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