Reggio: Numeri da record per “Tesori del Mediterraneo”

Numeri da record consacrano la kermesse come la protagonista dell’estate reggina 

«Sono felice ed orgogliosa dei risultati raggiunti, al di sopra delle aspettative visti i tempi e gli strumenti che abbiamo potuto utilizzare e mettere in campo. Grande soddisfazione per la vicinanza e la massiccia presenza della città ai “Tesori del Mediterraneo”. Un ringraziamento sincero a tutta la mia organizzazione impeccabile grazie alla quale siamo riusciti a realizzare in 5 giorni, sul nostro Lungomare un format di enorme spessore e di visibilità, che ci è stato riconosciuto da tutti gli ospiti che in questi giorni sono stati insieme a noi. Inoltre, attraverso i media e le dirette web sulla pagina facebook “Tesorimed” e “ImmediaLive” abbiamo raggiunto nelle 5 giornate considerevoli visualizzazioni, con una punta massima che nella sola serata finale ha raggiunto complessivamente circa 180mila persone , con 20mila visualizzazioni (nazionali ed internazionali)singole in diretta». Così Natalia Spanò, presidente dell’associazione “Nuovi Orizzonti” ha voluto salutare la dodicesima edizione de “I Tesori del Mediterraneo”.

L’equipaggio del Comune di Reggio Calabria vince per il terzo anno consecutivo la “Regata del mediterraneo”, è invece Jessica Conti Nibali (con la fascia della provincia di Messina) la nuova Miss Venere del Mediterraneo. Si conclude così l’edizione 2017 dell’evento organizzato dall’associazione Nuovi Orizzonti tra applausi fragorosi e pubblico in delirio per l’esito della competizione sportiva, ma anche per la vittoria di una bellezza che incarna cultura e tradizioni della nostra terra.

Soddisfatto per gli obiettivi raggiunti in questa 12° edizione de “I Tesori del Mediterraneo” è anche Paolo Catalano, organizzatore della regata che ha dichiarato: «Attestati dalla presenza costante di circa 5.000 persone che ogni sera hanno vissuto insieme a noi i 3 magnifici spettacoli serali all’Arena Ciccio Franco. Le presenze giornaliere nella “Cittadella del Mediterraneo” sono state circa 20.000 e migliaia le persone che hanno vissuto le 3 suggestive gare della originale “Regata del Mediterraneo” che valorizza il nostro splendido Lungomare, luogo incantevole e grande ricchezza turistica che ci appartiene e che ci invidiano. Grande partecipazione di ospiti illustri ai 2 salotti televisivi con notevole presenza di pubblico presso l’Arena Ciccio Franco e su tutto il Lungomare.

Sono alcuni dei numeri oggettivi che servono per rafforzare il nostro brand dei Tesori del Mediterraneo ma soprattutto l’immagine della nostra Città.

Un piccolo aiuto anche per le attività commerciali, una su tutte i 600 pernotti realizzati nei nostri hotel.Una piccola amarezza, con un po’ più di collaborazione, dialogo e spirito progettuale potevamo triplicare questi numeri ma sono certo che stiamo percorrendo la strada giusta in sintonia con quelli che sono le nuove strategie e direttive del marketing e della comunicazione. So benissimo che questo progetto fino ad oggi ha espresso soltanto una piccola percentuale delle sue potenzialità, per varie vicissitudini che non sono dipese dalla nostra volontà, ma attraverso la disponibilità di tutti quelli che hanno a cuore e amano la nostra Città, I Tesori del Mediterraneo possono diventare, e sono sicuro che diventeranno, un importante occasione per aiutare a capovolgere l’immagine e le sorti del nostro martoriato territorio.I margini di crescita di questo brand sono ancora enormi. L’ambizione e il coraggio ci proiettano nel prossimo futuro ad occupare da protagonisti uno spazio prestigioso nel Mediterraneo».

La cronaca sportiva della giornata in mare di ieri racconta di una Via Marina che già dalle prime ore del pomeriggio accoglieva centinaia di spettatori in attesa spasmodica della gara finale della “Regata del Mediterraneo” che incoronava l’imbarcazione del Comune di Reggio con il capitano Fabio Mucciola vincitrice dell’edizione 2017. Pubblico calcistico per numero e per calore, mare poco mosso e vento ancor più forte e teso rispetto ai primi due giorni di gare, questo in sintesi il contorno della finalissima della Regata del Mediterraneo. Quattro gli equipaggi accreditati all’ultimo atto della gara remiera, divenuta, dopo dodici anni, una delle più note in Italia. Gli equipaggi del Comune di Amalfi, della Città Metropolitana di Reggio Calabria, del Comune di Reggio Calabria e del Comune di Siracusa, già nel primo pomeriggio erano schierati accanto alle imbarcazioni dalla foggia inconfondibile. Al via subito gli uomini del Comune di Amalfi prendevano il comando della gara, seguivano appaiati gli uomini della Città Metropolitana di Reggio Calabria e quelli del Comune di Reggio Calabria, leggermente più attardati i siracusani. Gli ultimi cento metri vedevano i reggini in canotta amaranto imporre il loro ritmo, con un numero di colpi in acqua elevato ed al contempo molto redditizio. Al traguardo il Comune di Reggio Calabria si presentava con la prua davanti a tutti gli altri ed un tempo di tre minuti e ventisette secondi che, considerato il mare e soprattutto il vento trasversale si rivelava inarrivabile per gli avversari. Il secondo posto era appannaggio degli uomini della Città Metropolitana di Reggio Calabria, mentre per il terzo gradino del podio, grazie anche alla scelta di una rotta più alta, i Siracusani riuscivano a precedere l’armo amalfitano di appena due secondi. Stremati ma felici come mai, dopo la ripetuta riconferma, Fabio Mucciola, Antonio Caminiti, Gianluca Calabrò, Givanni Penato e il giovane timoniere Carmen Caminiti, espletato il rituale tuffo in acqua, hanno dedicato a loro stessi la vittoria, per i tanti sacrifici sostenuti nel lungo e costante allenamento per raggiungere un piccolo ma difficilmente eguagliabile record di vittorie nella piccola ma importante storia della Regata del Mediterraneo.

Foto di rito e, al termine della competizione, finito il puntuale commento, il giornalista Carlo Arnese si è dedicato alla conduzione del talk show. Tra gli ospiti, l’organizzatore dell’evento Paolo Catalano, il deputato Arturo Scotto, il senatore Nico D’Ascola, il presidente del Parco d’Aspromonte Giuseppe Bombino, il presidente Asi Claudio Barbaro, il direttore tecnico regionale della federazione di canottaggio Antonio La Padula, il consigliere comunale delegato “Estate reggina” Nicola Paris. È stato Scotto ad aprire la riflessione: «Quando parliamo di Tesori del mediterraneo ci viene immediatamente in mente questo mare che dovrebbe unire due continenti, che è uno strumento di ricchezza, di commercio, di relazioni internazionali, però ne abbiamo anche paura perché pensiamo che possano arrivare donne e uomini portatori di nuove culture e invadere i nostri territori. Forse dovremmo pensare più alle opportunità che potrebbero derivarne senza pensare alle paure che emergono soprattutto nei momenti di grande difficoltà economica. Ma non possiamo immaginare una bella Europa senza una proiezione a Sud, con una visione turistica e commerciale più fruttuosa. La vecchia Europa dovrebbe parlare con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo una lingua che racconti il vero, che non alimenti altre guerre e altri lutti perché i migranti arrivano a causa di guerre determinate da noi». «Abbiamo delle responsabilità, è vero, – ha risposto Barbaro-. Non è solo un problema di accoglienza, ma di controllo dei flussi interni di migrazione. Ma se il Mediterraneo deve essere al centro di eventi che portino sviluppo immagino, per il settore sportivo che mi riguarda, e lo posso testimoniare, quanto i grandi eventi sportivi contribuiscono allo sviluppo e riescono a diventare motore dell’economia che nel tempo hanno permesso a tante città e anche nazioni di cambiare volto. Per questo manifestazioni come la regata del mediterraneo rappresentano un vero e proprio tesoro da valorizzare». Sull’importanza della posizione dell’Italia nella geografia del mediterraneo D’Ascola pensa che: «Il Mediterraneo è importantissimo perché è commercio mondiale, si pone alla confluenza di Asia, Africa ed Europa. Nel nostro contesto territoriale il Mediterraneo significa innanzitutto porto di Gioia Tauro ma anche quello di Augusta che dall’ incremento del commercio, conseguente all’ allargamento del Canale di Suez, dovrebbero trarre un beneficio che non riescono a trarre perché i commerci mondiali che pur attraversano il Mediterraneo non hanno il Mediterraneo come destinazione perché lo attraversano per poi passare l’Atlantico e giungere ai porti olandesi. Una questione che non è limitata agli interessi della regione Calabria ma che riguarda la posizione italiana nel contesto europeo e la necessità di far comprendere che accanto alla tutela degli interessi tedeschi che costano 11 giorni di navigazione in più rispetto a quello che potrebbe determinatasi nel caso in cui fosse il porto di Gioia Tauro lo scalo di destinazione dei traffici internazionali e questo per comprendere come l’Italia e conseguentemente la nostra Regione rimanga fortemente penalizzata. L’Italia rischia di diventare una piccola questione meridionale nel contesto europeo trasferendosi a livello nazionale, quella che sino ad oggi è stata purtroppo una peculiarità negativa del Meridione perché assistiamo, proprio in riferimento alle vicende che si svolgono attorno al Mediterraneo, ad una emarginazione dell’Italia rispetto ad interessi che sono sempre più a guida tedesca e francese». Sulla dimensione locale è intervenuto Bombino: «Reggio e la Calabria rappresentano una piattaforma logistica che è luogo della sintesi e dell’incontro tra popolazioni attraverso il mediterraneo hanno creato mescolanze creative di sangue che poi hanno contaminato in un procedimento inverso questa geografia. Importante è capire qual è e sfruttare al meglio il nostro ruolo». «Lo sport è fonte di cultura e rispetto delle regole da non sottovalutare mai- ha dichiarato La Padula-. Coesione e collaborazione accostano il mondo dello sport a sistemi più generali di gestione del territorio. I cinque cerchi olimpici ne sono la dimostrazione a livello mondiale». «Per risolvere i problemi e raggiungere risultati importanti occorre l’impegno di tutti – ha aggiunto Paris-. Bisogna sedersi ad un tavolo e pensare al migliore dei modi per valorizzare ciò che di più bello abbiamo, pensando a ciò che noi per primi forse non apprezziamo sempre abbastanza». «Personalmente – ha concluso Catalano- mi sono speso operativamente per rendere viva questa centralità del mediterraneo, pur con difficoltà enormi perché al Sud siamo carenti dal punto di vista progettuale. È una difficoltà che ancora viviamo in questi giorni e per questo sposo in pieno l’idea di una sinergia istituzionale a tutti i livelli. Mettiamoci a lavoro già da domani per non fare spegnere i fari su ciò che siamo riusciti a fare». Circa 5mila spettatori hanno partecipato al grande spettacolo di ieri, che, una volta concluso il salotto tv, ha lasciato spazio sul palco all’ “Olimpo degli dei” con la conduzione di Veronica Maya. Protagonisti i vincitori della regata premiati dagli organizzatori, il comico Antonio D’Ausilio che ha intrattenuto il pubblico con la sua travolgente ilarità, il cantante Lele (vincitore del Festival di Sanremo 2017 nella categoria Nuove Proposte),l’incoronazione di “Miss Venere del mediterraneo”. Il suo nome è Jessica Conti Nibali eh ha ereditato la coroncina da Greta bisogni, vincitrice della scorsa edizione. Le altre ragazze premiate si sono aggiudicate il titolo di Miss Giunone (Anna D’Antonio), Miss Minerva (Federica Provino), Miss Athena (Michela Incardona), Miss Diana (Giovanna Iannone). Titoli di coda e arrivederci al prossimo anno.

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