Reggio: L’Onorevole Cannizzaro “Gazebo distrutto; una ferita inferta con politica sciatta”

“C’era una volta” il chilometro più bello d’Italia, un’oasi di bellezza visiva dalle mille sensazioni che in riva allo Stretto consente passeggiate indimenticabili, con splendidi tramonti dietro i controni della dirimpettaia Sicilia. Una ricchezza naturale composta da piante tropicali e sub-tropicali ultracentenariei giganteschi ficus magnolioidi, le splendide palme, gli Erythrina crosta-galli unici nel loro genere– da decenni padroni indiscussi degli occhi e del cuore di ogni reggino innamorato della sua Città. Una risorsa botanica straordinaria di Reggio Calabria che, disgraziatamente, sotto l’incuria e la negligenza degli uomini, si sta distruggendo e, ahimè, distrugge tutto ciò che li circonda. Solo il caso ha evitato una strage di innocenti dalle ripercussioni indicibili e che oggi avrebbe portato Reggio Calabria alla ribalta della cronaca nazionale. La visione del gazebo distrutto della gelateria di “sottozero” è devastante, la “ferita” inferta alla città da un’albero morente per colpa dell’incuria assurda e folle di amministratori superficiali ed irresponsabili. Un totale abbandono di questi “enormi reggini” dai piedi di legno, ha permesso che in una calda e tranquilla serata estiva si sfiorasse una tragedia assurda, che persone inermi, famiglie intere in cerca di refrigerio, soccombessero per il banale e consueto gesto di consumare un semplice gelato. Eppure i segnali della vecchiaia di questi maestosi alberi non sono mancati, e le opportune segnalazioni neanche: macchine parcheggiate schiacciate, corsia preferenziale chiusa per vari giorni, rami pendenti etc. etc., ma evidentemente insufficienti per intaccare la superficiale consuetudine di sminuire e sottovalutare le criticità cittadine da chi di competenza. Ora occorrono verifiche urgenti, controlli e provvedimenti drastici, bisogna individuare i responsabili che hanno indirettamente consentito tale scempio e accertarsi che paghino, a tutti i livelli, tecnico, amministrativo e soprattutto politico, perché se è vero che ci sono eventi imprevedibili quello di ieri sera sicuramente non ne fa parte. Una città in ginocchio, che si sgretola sotto l’incuria e l’incapacità di chi ha l’onere e la reponsabilità di tutelarla, sempre e comunque.

 


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