Calabria: Rifondazione e IDV contro i vitalizzi regionali

Pino Scarpelli – Segretario Regionale di Rifondazione Comunista – Non possiamo stare in silenzio alla luce di quanto sta avvenendo in Consiglio regionale in merito alla reintroduzione di forme di vitalizio ai consiglieri regionali, con la proposta di legge presentata da un folto gruppo di consiglieri, tra cui molti vicinissimi al Presidente Oliverio, per il ripristino di forme retributive per l’impegno politico di coloro che dovrebbero essere al servizio dei cittadini calabresi e che già percepiscono una retribuzione a dir poco vergognosa rispetto alla situazione di povertà delle tante famiglie calabresi.

A fronte di un reddito medio annuo pro-capite di 7.412 € e di una disoccupazione giovanile di oltre il 60%, sarebbe stato opportuno presentare delle proposte di legge che sostenessero i redditi familiari ed avviare politiche serie per il lavoro, soprattutto dei giovani, invece di arrampicarsi sugli specchi per giustificare solo un aumento dei propri privilegi che si aggiungono a quelli già acquisiti.

Perché, a prescindere dal dato formale, che vengano chiamati “vitalizi” o “contributi pensionistici” sottratti dallo stipendio dei consiglieri e non dai bilanci, le risorse economiche provengono sempre dalle tasche dei calabresi.

Già percepire come consigliere regionale un indennità mensile di 8000 euro al mese, difronte ad una regione fanalino di coda in tutte le statistiche economiche d’Italia e del mezzogiorno stesso, è un affronto alla dignità di chi deve sopravvivere con un reddito medio al di sotto della soglia di povertà.

Chiediamo, come Rifondazione Comunista regionale, il ritiro immediato della proposta di legge, iniziando a lavorare invece sulla diminuzione significativa degli stipendi dei consiglieri e delle altre cariche politiche, per investire le risorse risparmiate nella lotta alla povertà e alla disoccupazione in questa regione.

Vogliamo una classe politica al servizio dei cittadini e non al servizio degli “eletti”, che offra il proprio impegno politico e di rappresentanza istituzionale per costruire un legame con la popolazione e con i suoi bisogni, elaborando un programma di sviluppo sostenibile volto ad impiegare tutte le risorse pubbliche per ridare speranza soprattutto alle giovani generazioni che stanno abbandonando le città ed i paesi calabresi.

“Italia dei Valori Calabria è nettamente contraria all’utilizzo di soldi pubblici per pensioni e assegno di fine mandato  a consiglieri regionali ed assessori della giunta regionale della Calabria”. E’ quanto si legge in una nota del coordinamento regionale dell’ Italia dei Valori della Calabria. ” Riteniamo vergognoso che pesino sul bilancio regionale 664mila euro all’anno solo per il triennio 2017-18-19 e quindi due milioni di euro tondi di spesa in totale per cio’. Poi, si rimane perplessi sul fatto che i cittadini rifuggono dalla politica e abbiano sfiducia nelle istituzioni. Ci impegneremo affinché si abbia sfiducia di questo modo di far politica e non in generale di un impegno che se fatto, dalla parte dei cittadini e per il bene comune può davvero far crescere la nostra terra. La Calabria  – continua la nota Idv -è tra le regioni più povere, ad alto tasso di delinquenza e invece di investire magari queste risorse per la lotta alla corruzione, alla creazione di lavoro, di opportunità per i giovani, venti consiglieri regionali non trovano di meglio da fare e presentano una proposta aberrante, in modo bipartisan. Venga ritirata la proposta di legge regionale 206/10 e Oliverio – conclude la nota del’idv – piuttosto che trincerarsi dietro un comunicato laconico tentando di far credere che era all’oscuro di questa scelta politica,  abbia il buon senso di spendere i soldi pubblici per migliorare i servizi della nostra regione”.

 


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