Reggio: Piove a Piazzale Stadio, dispiacerebbe se fosse disastro colposo e danno erariale

Quello che è accaduto a Reggio qualche giorno fa, e che ha visto una zona della nostra città trasformarsi per qualche ora in una piccola Venezia, ha suscitato sentimenti di prevedibile rabbia e comprensibile ironia in tutta la comunità.
Potremmo accodarci anche noi alla facile derisione di un’amministrazione, quella guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, che si sta progressivamente specializzando nella pratica della banalizzazione dei problemi, oscillando nella costante deresponsabilizzazione, ma reputiamo sia necessario approfondire la vicenda.
Il primo cittadino ha parlato di una programmazione che ha impedito che la situazione degenerasse, senza rendersi conto, tuttavia, che la situazione è effettivamente e realmente degenerata, in modo assolutamente prevedibile se pensiamo a come la città viene amministrata.
L’allagamento a cui siamo andati incontro ha messo in evidenza lacune macroscopiche non soltanto nella manutenzione delle caditoie, che dovrebbero esser pulite prima della stagione autunnale, ma anche nell’intero sistema di reti urbane che devono garantire il deflusso delle acque piovane verso il mare che proprio da piazzale Stadio non dista più di qualche centinaio di metri. Allora sorge naturale chiedersi: quale blocco o impedimento lungo la via pur breve di deflusso delle pioggie ha generato un simile fenomeno di galleggiamento delle acque nel recinto dei palazzi reggini? Quale omissione o errore amministrativo ha generato un problema talmente grave in pieno entro urbano? E’ stata disposta nell’immediato la necessaria verifica sia su eventuali carenze strutturali che su mancanza di prevenzione sia tecnica ed amministrativa? Per non tacere, poi, delle inefficienze nell’erogazione originaria dei servizi, derivanti anche dalla necessità di assunzione e stabilizzazione di nuovo personale, che eviti di ricorrere successivamente a soluzione forzate, tra l’altro garantite soltanto dallo spirito di sacrificio del personale di soccorso pubblico, delle forze dell’ordine e dei volontari.
Certo piazzale Stadio non è mai stato un angolo di facile percorrenza in occasione di piogge copiose ma da qui a trasformarsi in un bacino idrico di altezza superiore ad un metro e con macchine galleggianti ne corre e di molto. Negozi ed abitazioni completamente inondate e rese inservibili dal liquame che non ha trovato alcuna via di deflusso libera e, a dire dei novelli amministratori di palazzo san Giorgio forse inconsapevoli dei propri doveri e responsabilità, meno male che non ci sono state lesioni o danni ancor peggiori. È sufficiente pensare ai disagi e ai pericoli, derivanti dalla presenza di scuole, a cui sono esposti, in circostanze del genere, bambini e ragazzi, nonché intere famiglie, per comprendere la gravità di quanto verificatosi.
Forse lo stesso Falcomatà non sa che amministrare una Città significa garantirne sicurezza e vivibilità attraverso il rispetto di regole tecniche, la conoscenza dei sistemi di reti urbane e la programmazione (non a parole) di manutenzioni efficienti ed efficaci, per dirla in due parole.
Saprà di certo il sindaco che il Comune, chiamato a risarcire i danni subiti dai cittadini, subirà un grave danno economico; un esborso dalle casse comunali che si sarebbe potuto evitare se fossero state adottate almeno le ordinarie prescrizioni in materia di manutenzione e sicurezza delle reti urbane.
Senza faziosità, dispiacerebbe a tutti se il sindaco, forse inesperto ma certamente supponente e superficiale, fosse additato per disastro colposo o danno erariale; in ogni caso un fatto è certo: la stagione delle piogge, come ogni anno, è iniziata ma la Città è già alla deriva, abbandonata e delusa da una “Svolta” a marcia indietro che ha portato ai minimi storici la vivibilità a Reggio.
Comitato “AMAREGGIO” – Associazione Sbarre per Sempre

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