Calabria: Oliverio al Tropea Festival “bisogno di un nuovo protagonismo civico”

“Per troppo tempo in Calabria si è determinato un rapporto distorto che ha posto spesso la società civile in una posizione di subalternità rispetto alla politica e al potere”. Ha esordito con questa affermazione – informa una nota dell’Ufficio stampa – il Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio, nel corso dell’intervista con il giornalista Aldo Varano al festival di Tropea “Leggere & Scrivere” che si sta svolgendo in questi giorni a Vibo Valentia. “Qualcosa, però – ha aggiunto Oliverio- sta cambiando. C’ è un dinamismo nuovo. Qualcosa di molto profondo si sta muovendo in questa nostra regione sulla spinta di diversi fattori che stanno determinando un progressivo cambiamento. Migliaia di giovani hanno avuto accesso agli studi e in questi anni hanno potuto confrontarsi con l’Europa e con il resto del mondo. L’esperienza di Erasmus, per esempio, è stata molto importante in questo senso. Anche nel mondo dell’impresa qualcosa sta cambiando. Molte aziende sono gestite da giovani animati da una nuova mentalità che non hanno alcun problema a misurarsi e a competere a livello nazionale e internazionale. Si sta affermando anche un modo nuovo di fare e di pensare il turismo. Certo, non è facile recuperare dalla mattina alla sera ritardi che si sono accumulati in un lungo periodo di tempo e che si esprimono in indicatori importanti come l’occupazione o il PIL, ma nessuno può negare che ci sia una inversione di rotta rispetto al passato che va accompagnata da un nuovo protagonismo della società civile. C’è bisogno che si affermi un nuovo civismo democratico. Per governare questa nostra regione non bastano più solo le rappresentanze elette o i partiti tradizionali. E’ necessario stimolare e valorizzare forze nuove che provengono da esperienze diverse. Il Cantiere Calabria che abbiamo tenuto nelle scorse settimane all’Università della Calabria ha segnato, in tal senso, un punto di svolta. Lì abbiamo potuto verificare quante potenzialità esprime questa regione. Sono stati costituiti circa venti tavoli su argomenti diversi, sono intervenuti 118 soggetti protagonisti della vita della nostra regione. Ora dobbiamo lavorare affinchè questo potenziale scenda in campo e si esprima. La sfida del cambiamento non può prescindere da un cambio di approccio con i problemi, da un salto di mentalità sul piano culturale. Ciò deve avvenire attraverso il protagonismo diffuso dei nuovi soggetti che provengono dai mondi vitali di questa nostra terra e operano nella società. Non è un processo facile o automatico, lo so bene, ma questa è la porta stretta attraverso la quale dobbiamo necessariamente passare. E’ un’operazione necessaria che deve essere aiutata e stimolata da quanti credono veramente che il cambiamento sia possibile anche in Calabria. Chi ci crede deve farsi avanti e scendere in trincea. Io mi spenderò in questa direzione, dando continuità e impulso ai lavori del “Cantiere Calabria e avviando sui territori di tutta la regione specifici laboratori sui problemi più urgenti che assillano questa nostra terra e che vedranno la partecipazione di tutti gli attori principali dello sviluppo: società, imprenditori, mondo dell’università e delle professioni, associazionismo e sindacati”. “Per portare avanti questo lavoro – ha aggiunto il Presidente della Regione- è necessario che la politica si liberi dall’assillo delle elezioni, dall’assillo del consenso a tutti i costi, lavorando per costruire processi innovativi e di crescita. E’ quanto abbiamo fatto finora e continueremo a fare nei prossimi mesi. Oggi la Calabria gode di una considerazione diversa e migliore rispetto al passato sia in ambito nazionale che internazionale, ma dobbiamo ancora lavorare molto per cancellare lo stereotipo negativo con cui la nostra regione è stata descritta nel corso degli anni passati. Dobbiamo farlo dando meno enfasi ai fattori negativi e valorizzando le esperienze positive. Il futuro della nostra terra si costruisce se ci liberiamo da una subcultura che per tanti anni ci ha visto protagonisti solo di fatti negativi. Per far questo noi calabresi dobbiamo essere orgogliosi di vivere in questa terra, guardando il mondo con la schiena dritta e all’altezza degli occhi e affrontando le sfide con questa fierezza, senza negare o nascondere che anche qui, come altrove, persistono fenomeni negativi che sfregiano e deturpano l’immagine della Calabria. Noi stiamo lavorando mettendo da parte una logica assistenzialistica e investendo risorse in progetti e opportunità che creano sviluppo. E’ un processo in corso che, per diventare irreversibile, ha bisogno del protagonismo diffuso di aree importanti della società calabrese per non rimanere vittima delle resistenze. Il nostro auspicio è che anche i partiti compiano un salto di qualità e si liberino definitivamente da bardature, schemi e vizi che appartengono al passato e diventino soggetti, luoghi e spazi di elaborazione di idee e proposte. Occorre allargare lo sguardo per intercettare le nuove domande e i nuovi bisogni a cui bisogna dare voce. Dico questo anche rispetto al Pd, che pur rimanendo ancora l’unica forza politica strutturata e l’unico baluardo rispetto alle spinte populiste in agguato nella nostra società, ha bisogno di aprirsi alle istanze della società”. “Occorre ripensare, insomma – ha concluso Oliverio- un progetto che guardi alla crescita della Calabria nella sua interezza, mettendo da parte localismi e pennacchi che sono stati il tarlo più corrosivo della vita di questa regione. Per troppo tempo si sono inseguite chimere che hanno alimentato aspettative e localismi, a cui successivamente sono subentrate delusioni cocenti. La Calabria cresce, se cresce tutta insieme. Noi stiamo lavorando a questa visione che deve necessariamente ripartire dalla valorizzazione delle nostre risorse, della nostra storia e del nostro territorio alla luce dei nuovi processi innovativi che via via si vanno affermando nella nostra società. Io continuerò a spendermi e ad impegnarmi in questa direzione”.

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