Locri: Frasi contro Libera e don Ciotti; Cafiero de Raho “queste scritte rientrano nella strategia della ‘ndrangheta”

Di Antonio Giuseppe D’Agostino – La società civile e Libera lanciano un messaggio chiaro contro la ‘Ndrangheta, scegliendo Locri come tappa per la Giornata della Memoria delle vittime innocenti di Mafia, e la criminalità organizzata risponde.

Le scritte apparse dopo la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, apparse sul muro del Vescovado, sono il segno evidente di come una parte della Calabria, fosse anche la più stupida e la meno capace di comprendere, si è già arresa e non ha intenzione di combattere il male.

“Don Ciotti sbirro. Più lavoro, meno sbirri”: una scritta che fa male a tutti i calabresi onesti e che feriscono nell’anima un’intera Regione, che a stento tenta di alzare la testa.

Provocatorie o meno, le passerelle non piacciono a nessuno se non sono seguite dai fatti, quella scritta (subito rimossa) rappresenta un danno incalcolabile per chi non si rassegna e spera di potere vivere in una Calabria liberata.

Bene ha fatto il Procuratore Capo di Reggio Calabria, Cafiero de Raho, a stigmatizzare e a denunciare, in un’intervista all’ANSA, come “queste scritte rientrano nella strategia della ‘ndrangheta che dice meno sbirri e più lavoro, ma è quella che fa fuggire le imprese che il lavoro lo danno”.

Ed in effetti sono tante le imprese che scelgono di non investire nella nostra terra o che fuggono a gambe levate dopo le intimidazioni di quella ‘Ndrangheta che qualcuno vuole negare o difendere.

“Smettiamola di raccontare storie e cominciamo a denunciare per far sì che la ‘ndrangheta smetta di ostacolare lo sviluppo in maniera ignorante”, ha denunciato il Procuratore all’ANSA, e pensiamo che per salvare la nostra terra bisogna prima di tutto riscoprire quel sano seno di pudore che, piuttosto che farci arrossire e rabbrividire, stimoli la reazione civile di chi non si riconosce in quelle frasi.

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